/* ============================================================
   TEMA · Minimal — rifatto il 30/08/2026
   Solo variabili più il vestito (in fondo al file): il tema non sa nulla
   dell'evento (architettura §2), e ciò che si muove anima SOLO transform e
   opacity (dottrina §5).

   LA REGOLA D'AUTORE, in tre righe.
   1 · Bianco freddo, non carta: il fondo è il muro di uno studio, non un
       foglio ingiallito — niente grana, niente avorio, niente ottone.
   2 · Una faccia sola dal 300 all'800 (Space Grotesk) e una scala coraggiosa:
       nomi enormi e leggeri con la spaziatura stretta, etichette minuscole e
       larghe. Il contrasto è di misura, non di ornamento.
   3 · Un accento solo, il blu elettrico, speso dove decide qualcosa: il filo
       della busta, la ceralacca, il tratto sotto i nomi, la firma. Il resto è
       inchiostro su bianco, con geometrie nette e fili da un pixel.

   Nasce dal verdetto di Mirko del 30/08/2026 sulla versione precedente
   («risulta abbastanza triste e antico, io con minimal intendevo una cosa
   pulita ma molto moderna, comunque bella da vedere»): via la carta calda,
   l'ottone spento e la romana da libro, che insieme facevano cartoleria
   d'epoca. Minimal non è vuoto e non è antico: è contemporaneo.
   ============================================================ */

/* UNA FAMIGLIA SOLA. 'Grot' è Space Grotesk variabile (300–700): grottesca
   contemporanea con abbastanza carattere da non sembrare l'interfaccia del
   sistema — terminali tagliati netti, controforme aperte, cifre distinte.
   Copre TUTTI i ruoli: i nomi a 90 px in 300, il testo a 17 in 300, le
   etichette a 10 in 500. Un tema che parla con una voce sola, cambiando solo
   peso e spaziatura, è ciò che «minimal moderno» vuol dire — e costa 22 KB
   invece dei 70 delle tre facce di prima.
   'GrotB' è la stessa faccia nell'istanza statica 700, dedicata all'hero: il
   motore lo disegna a 900 e il browser ingrassa da sé quel poco che manca
   (come su Neon). I pesi dichiarati sono quelli VERI dei file (architettura
   §10): il congelamento porta il descrittore dentro la faccia serializzata,
   e bitmap e vettore devono scegliere la stessa. */
@font-face{font-family:'Grot';src:url(../font/grot.woff2) format('woff2');
  font-weight:300 700;font-display:block}
@font-face{font-family:'GrotB';src:url(../font/grot7.woff2) format('woff2');
  font-weight:700;font-display:block}

:root{
  /* --- fondamenta ---
     Bianco freddo e neutro, appena sotto il bianco pieno: così il cartoncino
     e la busta — che sono bianco vero — si staccano dal fondo come oggetti
     posati, senza una sola ombra in più. Il grigio del fondo è neutro con un
     soffio di blu: un off-white caldo tornerebbe carta, e la carta era il
     problema. */
  --bg:#f4f4f6;
  --fondo-rgb:244,244,246;          /* base del velo radiale, in RGB */
  --ink:#1a1a1f;
  --ink-forte:#0b0b0f;
  --ink-caldo:#111116;              /* qui «caldo» vale «l'inchiostro più pieno» */
  --muted:#6b6b76;                  /* 4,8:1 sul fondo: grigio leggibile, mai smorto */
  --hair:rgba(17,17,24,.13);
  /* La vignetta di un tema chiaro non è un'ombra: è il minimo indispensabile
     perché un fondo piatto non legga come un riempimento. Tre centesimi
     d'inchiostro agli angoli e basta. */
  --vignetta:radial-gradient(134% 100% at 50% 42%,transparent 56%,
    rgba(17,17,26,.035) 86%,rgba(17,17,26,.07) 100%);

  /* --- l'accento unico: blu elettrico ---
     Il motore chiama «oro» questa rampa e la usa per tre cose: il filo della
     busta (gradiente a cinque fermate), il testo delle etichette (--oro-2) e
     la firma. Perciò --oro-2 è il tono di mezzo, quello che deve reggere come
     inchiostro: 7,5:1 sul fondo a 10 px. Un blu-indaco, non un blu di
     sistema — sotto la soglia del ciano resta elettrico senza diventare
     un'interfaccia. Su un matrimonio è «qualcosa di blu»; su un diciottesimo
     è la cosa più sveglia dello schermo. */
  --oro-1:#4d54ff;
  --oro-2:#2b31d9;
  --oro-3:#1b1fa8;
  --oro-scuro:#101242;
  --oro-bagliore:rgba(43,49,217,.22);
  --cta-inchiostro:#ffffff;
  --cta-ombra:rgba(43,49,217,.18);

  /* --- accenti atmosferici: al limite del percettibile ---
     L'alone della busta è un'ombra fredda, non una luce: su bianco un oggetto
     che fluttua si stacca per ombra. I veli e le due aurore sono l'unico
     movimento continuo del fondale — quattro centesimi di blu e di grigio che
     si spostano lentissimi: senza, un tema senza particelle sarebbe fermo
     come una schermata di caricamento. */
  --acc-1:rgba(43,49,217,.9);
  --acc-alone:rgba(24,24,40,.085);
  --acc-velo-1:rgba(43,49,217,.045);
  --acc-velo-2:rgba(20,20,34,.035);
  --acc-aur-1:rgba(43,49,217,.045);
  --acc-aur-2:rgba(120,124,160,.05);
  /* i due colori d'alone del contratto: qui non li usa nessuno, perché le
     liste di ombre (più sotto) sono tutte `none`. Restano definiti e
     trasparenti, così un blocco futuro che li citasse non accenderebbe
     niente per sbaglio. */
  --acc-glow-testo:rgba(0,0,0,0);
  --acc-glow-testo-2:rgba(0,0,0,0);
  --anello:rgba(43,49,217,.34);     /* l'onda che nasce dall'hero: un filo d'accento */

  /* --- niente pulviscolo, e resta una scelta ---
     Coi ganci della fase A-bis il silenzio è strutturale: conteggi a zero,
     twinkle, bagliori e flora non entrano proprio nel DOM — niente strati che
     animano invisibili. Su un fondo bianco qualunque cosa alla deriva diventa
     un corpo estraneo che l'occhio si mette a seguire, e la brillantezza di
     questo tema è un'altra: le micro-transizioni precise (il tratto che si
     disegna sotto i nomi, l'anello dell'hero, il colore che scatta al tocco).
     Cuore e scie restano dichiarati ad alfa zero: l'unico consumatore rimasto
     è lo sbuffo del sigillo, che tace per scelta — la risposta al tocco è la
     falda che cade e scopre la fodera blu. */
  --tw-n:0;
  --glint-n:0;
  --flora-n:0;
  --fx-cuore:rgba(17,17,24,0);
  --fx-scia:rgba(17,17,24,0);
  --fx-scia-fine:rgba(17,17,24,0);
  --fx-scia-oro:rgba(43,49,217,0);
  --fx-scia-oro-fine:rgba(43,49,217,0);

  /* --- l'apertura: la sola festa ---
     Burst a punto — dischetti pieni, senza alone — che il flutter del motore
     inclina in paillette. La gamma è quella del tema e niente altro:
     inchiostro, i tre blu, due grigi. Nessun bianco: su un fondo bianco un
     coriandolo bianco è un buco. */
  --fx-forma:punto;
  --fx-coriandoli:#0e0e14 #2b31d9 #4d54ff #9aa0ff #b6b6c2 #dcdce4;

  /* --- vetro finto ---
     Su bianco il velo è inchiostro diluito, non bianco. Il bordo è la vera
     finitura: una hairline netta da un pixel, mai un contorno. */
  --glass:rgba(17,17,24,.028);
  --glass-chiaro:rgba(17,17,24,.042);
  --glass-line:rgba(17,17,24,.12);

  /* --- ombre e bagliori dei blocchi ---
     Nessun bagliore, nessuna ombra sotto al testo: i nomi, la data, il luogo,
     i titoli e la chiusura stanno nudi sul bianco. È tutto ciò che «minimal»
     vuol dire, e il motore le espone come liste intere: si dice con una
     parola. */
  --nomi-bagliore:none;
  --data-ombra:none;
  --luogo-ombra:none;
  --titolo-bagliore:none;
  --chiusura-bagliore:none;
  --pan-titolo-bagliore:none;
  /* Le ombre dei vetri sono ombre corte e fredde: un contatto da un pixel che
     dice «appoggiato» e una diffusa bassa. Niente luce interna in cima — su
     bianco non si vedrebbe, e il rilievo lo porta il filo del bordo. */
  --btn-ombra:0 1px 2px rgba(17,17,26,.05),0 8px 20px rgba(17,17,26,.06);
  --pastiglia-ombra:0 1px 2px rgba(17,17,26,.05),0 5px 12px rgba(17,17,26,.05);
  --replay-ombra:0 1px 2px rgba(17,17,26,.05),0 5px 14px rgba(17,17,26,.06);
  /* la lastra di countdown e IBAN: qui è un rettangolo appena inciso nel
     bianco — serve soprattutto all'IBAN, dove tiene insieme il codice e il
     tasto Copia */
  --riquadro-fondo:rgba(17,17,24,.022);
  --riquadro-filo:rgba(17,17,24,.10);

  /* --- caratteri (ruoli, non nomi: il motore usa i ruoli) --- */
  --font-hero:'GrotB',system-ui,sans-serif;
  --font-corsivo:'Grot',system-ui,sans-serif;
  --font-testo:'Grot',system-ui,sans-serif;
  --font-etichetta:'Grot',system-ui,sans-serif;
  /* cosa scaricare prima del segnale d'invito: "peso corpo ruolo" (§3).
     Corsivo, testo ed etichetta sono lo stesso file: basta toccarlo una
     volta, e i tre pesi sono istanze della stessa variabile. */
  --precarica:300 82 corsivo, 300 17 testo, 500 11 etichetta, 900 200 hero;

  /* --- easing ---
     Nessun rimbalzo: qui niente fa il carino. Le curve partono decise e si
     posano, la falda cade con un peso quasi meccanico. */
  --spring:cubic-bezier(.22,.9,.24,1);
  --ease:cubic-bezier(.25,.9,.26,1);
  --flap:cubic-bezier(.42,.02,.14,1);

  /* --- busta: cartoncino bianco, filo e fodera blu ---
     La busta è bianca su bianco e si legge per due cose sole: il filo
     d'accento che ne disegna il bordo — una keyline, come sulla cartoleria
     di studio — e la fodera elettrica che si scopre quando la falda cade.
     Mezzo secondo di blu pieno in faccia, che è tutto il colpo di scena di
     cui questo tema ha bisogno. */
  --busta-corpo-0:#eaeaee; --busta-corpo-1:#e3e3e8; --busta-corpo-2:#d8d8df;
  --busta-fronte-0:#fbfbfd; --busta-fronte-1:#f4f4f7; --busta-fronte-2:#e9e9ef;
  --busta-falda-0:#ffffff; --busta-falda-1:#fafafc; --busta-falda-2:#f0f0f5;
  --busta-fodera-0:#4d54ff; --busta-fodera-1:#2b31d9; --busta-fodera-2:#171b8f;
  /* la luce da sopra sul fronte: bianco pieno che si spegne nel proprio
     bianco a zero, mai in «transparent» (che è nero) */
  --busta-riflesso:rgba(255,255,255,.88);
  --busta-riflesso-fine:rgba(255,255,255,0);
  --biglietto-0:#ffffff; --biglietto-1:#f8f8fb;
  --biglietto-filo:rgba(17,17,24,.10);
  --biglietto-inchiostro:#0b0b0f;   /* inchiostro dei nomi sulla partecipazione */
  /* due cartoncini bianchi uno dentro l'altro si separano solo per ombra: un
     contatto stretto più una diffusa, entrambe fredde, mai nere */
  --biglietto-ombra:0 -2px 4px rgba(17,17,26,.06),0 -14px 30px rgba(17,17,26,.12);
  /* Il sigillo non è più ceralacca: è un bollo pieno di colore, stampato.
     Le quattro fermate stanno vicine di proposito — un disco quasi piatto con
     una sola luce in alto a sinistra — perché la cera lucida con quattro toni
     era il dettaglio più «matrimonio 2008» della scena. */
  --sigillo-0:#4c53f8; --sigillo-1:#3339e6; --sigillo-2:#2c32da; --sigillo-3:#2126bd;
  --sigillo-inchiostro:#ffffff;     /* iniziale in negativo sul blu */
  /* La & degli sposi sul bollo è l'unica eccezione tipografica del tema, ed è
     leggibilità, non gusto: la & della Grottesca è una «Et» geometrica
     bellissima a 90 px fra i nomi — dove il contesto la spiega — e ambigua a
     33, bianca dentro un disco, dove passa per una B. Su un invito di nozze il
     segno che unisce i due nomi è l'ultima cosa che può essere ambigua (la
     stessa ragione per cui il Neon scartò Grand Hotel). Il motore offre il
     gancio: qui la & del bollo prende la faccia di sistema — convenzionale su
     ogni piattaforma, zero byte da scaricare, e nessuno la confronta con
     quella dei nomi perché stanno in due scene diverse. Fra i nomi resta la
     nostra, che è una delle cose belle di questa faccia. */
  --sigillo-unione-font:system-ui,-apple-system,'Segoe UI',Roboto,sans-serif;
  --sigillo-unione-corpo:31px;
  --sigillo-ombra:drop-shadow(0 2px 4px rgba(17,17,26,.16))
                  drop-shadow(0 10px 22px rgba(28,32,150,.20));
  /* niente rilievo sotto la lettera: un bollo stampato non imprime */
  --sigillo-rilievo:none;

  /* --- pannello (dress code e simili) --- */
  --pannello-0:#ffffff; --pannello-1:#f7f7fa;
  --pannello-velo:rgba(12,12,20,.34);
  --pannello-ombra:0 -1px 0 rgba(17,17,24,.08),0 -20px 50px rgba(17,17,26,.14);
  /* i campioni del dress code sono chip stampati: un filo d'inchiostro
     intorno invece della lucidatura bianca */
  --colori-ombra:0 1px 3px rgba(17,17,26,.12),inset 0 0 0 1px rgba(17,17,26,.08);

  /* --- hero: la scena su cui poggia ---
     Ombra fredda e corta: il numero è un oggetto appoggiato al muro bianco,
     non un blocco che galleggia su una macchia. */
  --hero-ombra:rgba(17,17,26,.26);
  --hero-suolo:rgba(17,17,26,.15);

  /* --- finiture dell'hero: 7 fermate di gradiente + colori estrusione ---
     Le fermate sono lette agli offset 0/.30/.455/.51/.68/.88/1: la quarta è
     la rottura scura (l'orizzonte del metallo), le altre sono luce.
     estr-a è la faccia dell'estrusione più vicina al glifo, estr-b la più
     lontana: la profondità nasce dal salto fra le due.
     Qui il metallo si è tolto di mezzo. Le quattro finiture sono MATERIE, non
     leghe: inchiostro, gesso, cobalto, acciaio. Le fermate di ognuna stanno
     vicine — il numero è una tinta piena con un fianco più scuro, che è come
     il 3D si disegna oggi; l'argento carta di prima, con sette toni e una
     rottura nera in mezzo, faceva plastica lucida su fondo chiaro. Il motore
     passa comunque sopra la faccia un colpo di luce diagonale (bianco al 32%,
     cablato in hero3d): con le fermate compresse resta l'unico riflesso, e
     legge come una luce da studio invece che come una lucidatura.

     champagne è il ripiego obbligato del motore: qui è l'INCHIOSTRO, la
     finitura di serie del tema — nome del contratto, materia del tema, così
     un invito che cambia tema non ricade su niente di strano. */
  --fin-champagne:#22222a #1c1c22 #26262e #101015 #1e1e25 #24242b #16161b;
  --fin-champagne-estr-a:30 30 38;
  --fin-champagne-estr-b:10 10 14;
  /* gesso: il numero bianco sul muro bianco, che esiste solo per i suoi
     fianchi grigi e l'ombra — la finitura più silenziosa del catalogo */
  --fin-gesso:#ffffff #f2f2f5 #ffffff #cfcfd6 #e6e6eb #fbfbfd #dcdce2;
  --fin-gesso-estr-a:210 210 218;
  --fin-gesso-estr-b:150 150 160;
  /* la finitura del tema: l'accento portato al corpo grande, una volta sola */
  --fin-cobalto:#a9adff #3a41ea #7a80ff #171b8f #545bfa #8f95ff #2a30d8;
  --fin-cobalto-estr-a:34 38 160;
  --fin-cobalto-estr-b:10 12 60;
  /* acciaio: il grigio freddo per quando il numero deve stare zitto */
  --fin-argento:#ffffff #dfe1e6 #f8f9fb #8d919b #c4c7ce #eef0f3 #a7abb4;
  --fin-argento-estr-a:130 134 142;
  --fin-argento-estr-b:30 32 38;

  /* --- texture e decorazioni del tema ---
     NIENTE GRANA. La fibra di carta era ciò che rendeva «stampato» il tema
     vecchio, ed è esattamente ciò che lo faceva sembrare d'epoca: qui la
     superficie è liscia, e la profondità la portano il velo, le due aurore e
     la vignetta — gradienti, non rumore. In più se ne vanno 13,3 KB di base64
     (il foglio resta lungo uguale: quei byte sono diventati commenti, che si
     comprimono e non si dipingono) e precarica() non ha più un'immagine da
     decodificare prima dell'apertura. */
  --texture:none;
  --texture-dim-1:100% 100%;
  --texture-dim-2:100% 100%;
  /* niente stella: la variabile veste i glint a stella e le stelline attorno
     all'hero, e qui sarebbero brillantini appesi a un muro bianco. `none` è
     un'immagine valida: gli elementi restano, vuoti. Attorno all'hero parla
     solo l'anello — un'onda che si allarga, non una lucina. */
  --stella:none;
}

/* ============================================================
   LE GRAFIE (decisione 12) — le alternative curate alla
   Grottesca di serie. Nel Minimal le sei ombre di testo sono
   `none` di proposito: qualunque faccia entri qui deve reggere
   NUDA sul bianco. La domanda non è «quale corsivo da
   partecipazione» — in questo tema un corsivo sarebbe un ospite
   di un altro tema — ma «quale ALTRA modernità».

   · 'Jost' (jost.woff2, OFL) — la GEOMETRICA: cerchi e linee, un
     Futura contemporaneo. Dove la Grottesca è tagliata e
     tecnica, questa è rotonda e distesa: la stessa pulizia con
     un'altra temperatura, la più «moda» delle tre.
   · 'Instr' (instr.woff2 — Instrument Serif, OFL) — la ROMANA
     MODERNA: display ad alto contrasto, del 2022, non una romana
     da libro. È il grado di calore per chi lo chiede, dato con
     una didascalia da museo e non con uno script — e su questo
     fondo freddo, senza ottone attorno, legge editoriale invece
     che antica. Era la serie del tema vecchio: resta, come
     scelta del cliente, e non è più la voce del tema.
   Scartate, per la cronaca di chi verrà: Fraunces (romana
   morbida: è calore da stamperia, la temperatura sbagliata),
   Cormorant italica (cancelleresca: bella, ma riporta la
   cartoleria che questo tema ha appena buttato fuori), Space
   Mono (troppo «terminale»: su un invito il nome non è un
   output).

   I file NON stanno in tema.font: è il contratto del preload
   (guscio.js) — la faccia di un'alternativa la scarica solo
   l'invito che l'ha scelta. La taratura è nel descrittore
   size-adjust, a parità di em sull'altezza delle maiuscole della
   Grottesca (cap 700/1000): Jost ha la stessa identica cap e non
   chiede nulla, Instrument Serif 720/1000 → 97%. Dove size-adjust
   non c'è (Safari 16 e prima) la faccia resta quella giusta al suo
   corpo naturale: degrado senza danno, come da matrice §6. I pesi
   dichiarati sono quelli veri dei file (architettura §10). La & di
   entrambe è convenzionale e leggibile anche dentro il bollo — al
   contrario di quella della serie — quindi ognuna si riprende la
   propria: la faccia della grafia scelta è già precaricata, e il
   segno degli sposi torna della stessa mano dei nomi.
   Queste regole vivono DOPO il :root della serie: la sentinella di
   prove-catalogo legge il primo --font-corsivo del file come la
   serie del tema.
   ============================================================ */
@font-face{font-family:'Jost';src:url(../font/jost.woff2) format('woff2');
  font-weight:300 700;font-display:block}
@font-face{font-family:'Instr';src:url(../font/instr.woff2) format('woff2');
  font-weight:400;font-display:block;size-adjust:97%}

:root[data-grafia=jost]{--font-corsivo:'Jost',system-ui,sans-serif;
  --sigillo-unione-font:'Jost',system-ui,sans-serif;--sigillo-unione-corpo:33px}
/* la romana vuole il generico giusto — serif, non sans — e un filo di
   spaziatura in più dei sans: le sue grazie non sopportano il -3,5% con cui
   la Grottesca stringe i nomi */
:root[data-grafia=instrument]{--font-corsivo:'Instr',Georgia,serif;
  --nomi-tracciatura:-.012em;
  --sigillo-unione-font:'Instr',Georgia,serif;--sigillo-unione-corpo:34px}

/* ============================================================
   IL VESTITO — le regole oltre le variabili. Qui il tema fa
   l'unica cosa che le variabili non sanno fare: la SCALA. Il
   motore dà misure buone per ogni tema; un minimal moderno vuole
   spaziature strette sui corpi grandi, larghissime sui corpi
   piccoli, e geometrie meno morbide. Dottrina invariata: in
   movimento solo transform e opacity, e le uniche transizioni di
   pittura sono micro (≤200 ms, su elementi piccoli, al tocco).
   ============================================================ */

/* --- i corpi grandi: leggeri e stretti ---
   Il peso 300 su un nome di 90 px è ciò che separa un invito contemporaneo da
   un titolo di giornale, e la spaziatura negativa tiene insieme le parole
   invece di lasciarle scorrere. Il corpo NON si tocca: le due media query del
   motore (schermo basso, orizzontale) devono continuare a vincere. */
.mv-nomi{font-weight:300;letter-spacing:var(--nomi-tracciatura,-.035em);line-height:1.1}
.mv-nomi > span{font-weight:300}
.mv-bigl-nomi{font-weight:300;letter-spacing:var(--nomi-tracciatura,-.03em)}
.mv-chiusura{font-weight:300;letter-spacing:-.03em;line-height:1.14}
.mv-pan-titolo{font-weight:300;letter-spacing:-.03em}
.mv-testo h3{font-weight:400;letter-spacing:-.025em}
.mv-data{font-weight:500;letter-spacing:-.02em}
.mv-tappa-luogo{font-weight:500;letter-spacing:-.015em}
/* Il segno sul bollo. Il motore lo mette in un <b>, che di suo è NERETTO: nella
   Grottesca il 700 chiude le controforme, e l'iniziale a 36 px si impasta.
   Peso 500: un tondo pieno la vuole solida, non grassa. */
.mv-sigillo b{font-weight:500}
/* (la & del bollo la vestono --sigillo-unione-font e -corpo, nel :root) */

/* --- i corpi piccoli: minuscoli e larghi ---
   L'occhiello di un tema di carta grida in maiuscoletto spaziatissimo; qui è
   una didascalia da segnaletica: 9,5-10 px, peso 500, un quarto di em. La
   coppia spaziatura/rientro resta l'invariante del motore (--ls), quindi si
   tocca una variabile sola. */
.mv-occhiello{font-weight:500;font-size:10px;--ls:.26em}
.mv-tappa-titolo{font-weight:500;font-size:9.5px;--ls:.26em}
.mv-pan-occhiello{font-weight:500;font-size:9.5px;--ls:.26em}
.mv-hint span{font-weight:500;font-size:10px;--ls:.32em}
.mv-tappa-ora,.mv-ora{letter-spacing:.02em}
.mv-tappa-indirizzo,.mv-lista-nota{letter-spacing:.01em}
.mv-firma-occhiello{letter-spacing:.14em}
.mv-firma-occhiello span{padding-left:.14em}

/* --- il filetto: un tratto solo ---
   Il rombo fra due sfumature è il segno più «partecipazione» del motore.
   Qui diventa una barra piena d'accento, corta e netta: la stessa che apre la
   copertina OG nelle chat, così l'invito e la sua anteprima si somigliano.
   E si DISEGNA quando il blocco entra in scena — l'unico movimento vero del
   tema, un solo transform su un elemento di 64×2 px. */
.mv-filetto{gap:0;width:auto;margin:16px 0 18px}
.mv-filetto b{display:none}
.mv-filetto i{flex:none;width:64px;height:2px;background:var(--oro-2);
  transform:scaleX(0);transform-origin:50% 50%}
/* il blocco è <i> <b> <i>: si tiene il primo tratto e si toglie il secondo */
.mv-filetto i:last-child{display:none}
.reveal .mv-filetto i{transform:scaleX(1);
  transition:transform .9s var(--ease) calc(var(--d,.1s) + .3s)}
/* in anteprima, a riposo, non c'è nessuna entrata da aspettare: il tratto
   c'è già (senza questa riga resterebbe a scaleX(0), cioè invisibile) */
body[data-anteprima].mv-fermo .mv-filetto i{transform:none;transition:none}

/* --- la keyline della busta: un inchiostro solo ---
   Il filo del bordo nasce da un gradiente a cinque fermate (--oro-1/3/scuro/
   2/1): su un metallo è la luce che gira, su una busta bianca era un arcobaleno
   che andava dal blu acceso al blu notte e ritorno, e si vedeva. Qui le cinque
   fermate dicono lo stesso colore: una keyline stampata in una tinta sola,
   come sulla cartoleria di studio. */
.mv-g-oro-0,.mv-g-oro-1,.mv-g-oro-2,.mv-g-oro-3,.mv-g-oro-4{stop-color:var(--oro-2)}

/* --- geometrie nette ---
   Le pastiglie a 100 px di raggio sono il vocabolario morbido del motore. Un
   minimal moderno preferisce il rettangolo appena smussato: stesse misure,
   stessi tocchi da 44 px, altro carattere. Restano tondi il sigillo, che è un
   bollo, e il tasto di ritorno, che è un'icona. */
.mv-btn{border-radius:14px}
.mv-tappa-mappa,.mv-lista-link{border-radius:10px}
.mv-cd,.mv-iban{border-radius:14px}
.mv-iban-copia{border-radius:9px}
.mv-cta{border-radius:12px}
.mv-pan{border-radius:20px 20px 0 0}
.mv-pan-chiudi{border-radius:14px}
.mv-biglietto{border-radius:4px}
.mv-biglietto::after{border-radius:2px}
.mv-maniglia{width:36px;height:3px}

/* --- niente lucido che scorre ---
   Il riflesso che attraversa bottoni e firma ogni sette secondi è un vetro
   patinato: su questo tema legge come una demo. Spento, si spegne anche la
   sua animazione — due elementi in meno che si muovono di continuo. */
.mv-btn::after,.mv-cta::after{display:none}

/* --- la firma: un pieno, non un lingotto ---
   Il gradiente diagonale a quattro fermate faceva metallo. Qui è una tinta
   con un solo scarto verticale, nessuna lucidatura interna e un'ombra sola,
   colorata: un tasto contemporaneo. */
.mv-cta{background:linear-gradient(180deg,#3a41f0,#2b31d9);
  box-shadow:0 1px 2px rgba(17,17,26,.12),0 8px 18px var(--cta-ombra);
  letter-spacing:.16em}
.mv-cta span{padding-left:.16em}

/* --- il tocco: l'unica pittura che si muove ---
   Dottrina §5.2, l'eccezione: micro-transizioni discrete su elementi
   piccoli. Premendo, il filo del vetro diventa accento per un attimo. È il
   segnale di vita che un tema senza particelle si può permettere — e costa un
   colore di bordo su un elemento di 54 px. */
.mv-btn,.mv-tappa-mappa,.mv-lista-link,.mv-iban-copia,.mv-pan-chiudi{
  transition:transform .3s var(--spring),border-color .18s ease}
.mv-btn:active,.mv-tappa-mappa:active,.mv-lista-link:active,
.mv-iban-copia:active,.mv-pan-chiudi:active{border-color:var(--oro-2)}
